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01 giu
lun
•19:00
Commonwealth Stadium - Edmonton • Edmonton
17 giu
mer
•21:00
Estadio Azteca • Città del Messico
23 giu
mar
•12:00
NRG Stadium • Houston
27 giu
sab
•19:30
Mercedes-Benz Stadium • Atlanta
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Dalla conquista del titolo nel 2010 e dalla scalata al numero uno del ranking FIFA, la selezione iberica, la Spagna, arriva al Mondiale 2026 forte del suo calcio di palleggio e possesso, oggi con una dose extra di verticalità negli ultimi metri. Di fronte la attende Uzbekistan, i White Wolves, al debutto assoluto in una Coppa del Mondo dopo molte qualificazioni svanite e temprati dalle battaglie del rigido calcio asiatico. Si preannuncia un braccio di ferro tra status e fame competitiva: la Roja punta a imporre tecnica e circolazione costante, mentre il blocco centroasiatico vuole capitalizzare la propria solidità difensiva e le transizioni fulminee. In un girone in cui ogni punto può pesare sulla qualificazione, questa sfida non concede margine a errori o distrazioni.
Da quella prima stella conquistata nel 2010, il curriculum mondiale appoggia la selezione spagnola: allora campione, presenza fissa nelle fasi decisive e uscita di scena di recente a Qatar 2022 ai rigori contro il Marocco. Oggi il timone è nelle mani di Rodri, cervello e schermo della mediana, ben affiancato dal talento di Pedri e dalla scintilla devastante di Lamine Yamal, già volto di riferimento nel continente. Dall’altra parte, Uzbekistan vive il suo primo Mondiale dopo anni di frustrazioni lasciate alle spalle e si affida all’istinto realizzativo di Eldor Shomurodov. Essere sugli spalti significa assistere alla nascita di un incrocio dal sapore di nuovo classico tra una potenza affermata e un’outsider senza complessi.