Possesso paziente e grande cura del pallone definiscono la squadra sudamericana, che si presenta al Mondiale 2026 con tre stelle sullo stemma e un copione chiarissimo: far girare la palla fino a trovare combinazioni sulla trequarti, infilare passaggi tra le linee e accendere il talento dei suoi giocatori più imprevedibili.
Di fronte, la selezione dei Faraoni propone una sfida dal profilo completamente diverso: blocco basso ordinato, reparti strettissimi e esterni velocissimi pronti a colpire in transizione appena riconquistano il pallone. Le due nazionali si sono già misurate in un’amichevole tra le maggiori nel 2008, sfida vinta dall’albiceleste e oggi precedente dal sapore speziato in vista di questo incrocio mondiale.
Il rilassamento non è contemplato: in un girone in cui ogni punto avvicina o allontana dagli ottavi, ogni palla contesa e ogni errore in uscita possono cambiare il cammino sia dei campioni in carica sia della selezione africana.
Continuità, esperienza e trofei sorreggono l’attuale regina del calcio mondiale, erede dei titoli del 1978 e del 1986 dopo il trionfo in Qatar 2022, ancora guidata da Lionel Messi e da una generazione matura ai massimi livelli con giocatori come Julián Álvarez o Rodrigo De Paul.
Dall’altra parte, la potenza nordafricana, assente all’ultima rassegna in Qatar ma forte del palmarès più prestigioso in Coppa d’Africa, arriva con il rispetto guadagnato in anni di feroce competitività nella propria confederazione. Leader del progetto, Mohamed Salah incarna una minaccia costante grazie al suo strappo, al fiuto del gol e al carisma che esercita nello spogliatoio.
Non limitarti a guardarla in televisione: assicurati il tuo biglietto e vivi dal vivo questo Argentina–Egitto della prossima Coppa del Mondo.