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La selección de Irán si è affermata negli ultimi decenni come una delle grandi potenze del calcio asiatico. Il suo gioco si basa spesso su una struttura difensiva molto solida, grande intensità nei contrasti e transizioni rapide, sostenute da una tifoseria estremamente coinvolta che segue la squadra ovunque giochi. Nel 2026, l’obiettivo è trasformare quella stessa autorevolezza vista in Asia nello scenario globale della Coppa del Mondo.
Nella storia dei Mondiali, l’Irán ha conquistato sempre più spazio passo dopo passo. Dopo l’esordio nel 1978, ha collezionato diverse qualificazioni e il 2026 rappresenterà la sua settima partecipazione a una fase finale. Pur non essendo mai riuscita a superare la fase a gironi, nelle ultime edizioni è stata davvero vicinissima: ha affrontato squadre di altissimo livello alla pari, lasciando la sensazione di trovarsi di fronte a un avversario molto più scomodo di quanto suggerisca il suo palmarès.
La crescita del calcio iraniano si spiega anche grazie a grandi riferimenti. Nomi storici come Ali Daei, tra i massimi marcatori della storia del calcio di nazionale, oppure talenti come Ali Karimi e Mehdi Mahdavikia hanno segnato un’epoca. Oggi, giocatori come Mehdi Taremi e Sardar Azmoun hanno portato il gol iraniano nei grandi campionati europei, mettendo in campo esperienza internazionale e leadership nei momenti decisivi.
In vista del Mondiale 2026, l’Irán parte come una selezione in grado di lottare per il passaggio del turno, ma senza il ruolo di favorita nel suo girone. Il sorteggio la colloca nel Gruppo G, dove affronterà una potenza europea, una campione africana di recente affermazione e una rappresentante dell’Oceania che arriva con voglia di competere nel massimo palcoscenico. Ecco i suoi avversari:
Per l’Irán la sfida sarà restare solida in un girone davvero impegnativo, presentarsi all’ultima giornata con opzioni concrete e provare a conquistare per la prima volta un posto negli spareggi, confermando così sul campo il salto competitivo che mostra da qualche anno.