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Ai recenti Mondiali, poche squadre hanno fatto altrettanto bene come Croazia. Con una nazione piccola alle spalle ma una competitività enorme, la formazione “a scacchi” si è guadagnata la fama di squadra che c’è quando contano davvero i momenti decisivi. Ordine, carattere e una fede incrollabile nel gruppo definiscono una squadra che spesso offre molto più di quanto le previsioni le concedano.
Dal suo debutto ai Mondiali nel 1998, la Croazia ha costruito un palmarès impressionante: bronzo in Francia 1998, vicecampione in Russia 2018 e di nuovo terzo posto in Qatar 2022. In appena sei partecipazioni, è salita tre volte sul podio: un risultato che pochi possono vantare. Quando riesce a superare la fase a gironi, di solito trasforma quella spinta in una lunga corsa fino alle fasi finali.
Questa traiettoria si capisce guardando i nomi che hanno vestito la maglia a scacchi: da Davor Šuker o Robert Prosinečki fino alla generazione guidata da Luka Modrić, affiancato da giocatori come Ivan Perišić, Mateo Kovačić o Joško Gvardiol. Tra veterani con mille battaglie e nuove leve che arrivano affamate, la Croazia mette in campo un blocco solido, costruito con cura e abituato a soffrire senza perdere la propria identità.
Con questo recente percorso, molti analisti vedono la Croazia come una candidata molto seria a passare il girone e come un possibile ospite scomodo nelle fasi finali. Il sorteggio l’ha inserita nel Gruppo L, dove affronterà una potenza europea, un rivale africano molto fisico e una selezione CONCACAF in crescita. Ecco i suoi avversari:
Per la Croazia l’obiettivo sarà blindare il passaggio alle eliminatorie e, da quel momento in poi, continuare a far valere quello spirito competitivo che l’ha portata tre volte sul podio nell’ultimo periodo, dimostrando ancora una volta che sottovalutare questa nazionale costa sempre caro.